È il punto privilegiato dei miei interessi. È quello che con una parola più estesa ho chiamato immagine, nel libro intitolato appunto Davanti all’immagine, identificando il rapporto mio e di ogni persona con l’opera d’arte, soltanto in presenza dell’oggetto come esistenza materiale prima che spirituale. Quadro è, nell’universo delle cose dell’arte, l’elemento che io più frequento. Più dell’architettura e della scultura, il quadro mi attrae come una calamita. E non c’è altro modo che il rapporto con il quadro per conoscere un pittore. È un piccolo ritaglio di spazio dove la materia, il colore, la tela contengono il massimo di spiritualità. Nella fisicità dell’opera d’arte e nello spazio di un quadro, che è di medie dimensioni, c’è qualcosa che non si può sostituire con le parole. Ma quanto più l’artista è tecnicamente abile, quanto più ha virtù e talento, tanto più riesce a rappresentare la sua dimensione interiore, il suo spirito. Il pittore ha un sogno che nessuna fotografia può raccontare. L’accostamento di elementi reali e fantastici può essere garantito dalla propria capacità esecutiva. Quegli artisti che si sono molto prodigati , che hanno molto coltivato le ricerche tecniche, l’hanno fatto talvolta proprio perché volevano restituire nel modo più preciso la loro realtà interiore. Bisogna ammettere che è possibile avere con i quadri un rapporto fisico. Tanto più per questo resta inspiegabile il nostro vizioso rapporto d’amore con un’immagine solo arbitrariamente legata al nostro cuore, così com’è arbitrario ogni amore; arbitrario e ingiusto e non necessariamente volto al bene né in quanto oggetto, né in quanto destino.

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In questo caso, però, è per capirne meglio le ragioni, meno semplici da comprendere di quanto non si possa immaginare. Chi vedesse per la prima volta le opere neo-informali di Stefano Mussini, riunite in questa occasione, esiti di una espressione emblematica della ricerca dell’artista, vi troverebbe al suo interno una vocazione ad un figurativo atipico, negli evidenti dipinti a sbalzo, e nella materia cromaticamente e visibilmente multiforme. A volte insofferente alla doppia dimensione. Piena ed esageratamente carica di energia, forse repressa, ma  ricondotta con maestria ad un ordine regolatore, all’interno di campi uniformi, dove la materia dal potente colore tenta, e il più delle volte riesce, di attirare la nostra vista. Sbalordita da un orizzonte fisico che non è più quello dell’osservatore, ma di un punta di vista esterno alla scena. Le figure o piccoli gruppi di figure, per lo più donne dalle forme provocanti e dalle posizioni infuocate come si può vedere dalle opere presenti in questo catalogo, finiscono in taluni casi per sconfinare nell’infinito mondo del disegno umoristico o fumettistico. Stile di cui Mussini è stato anche un abile rappresentante. Qui la Donna è scelta come modella, con una puntuale e fisica volontà di diventare una protagonista inarrivabile di una condizione universale che è quella della nostra esistenza quotidiana nei ritmi, nelle ansie e nei desideri. Le attitudini e le posizioni del corpo della Donna mostrano nei quadri di Stefano Mussini, un rapporto forte con la natura, esplicitato negli acrilici, negli acquerelli e nei disegni, con una inventiva e una originalità ripetitiva, quasi ossessiva, che ne mette in mostra le qualità pittoriche. Come nei multipli seriali dei Gatti, che come semi-dei solcano e sovrastano indisturbati la scena di molti dipinti e fumetti. È il caso di affermare che la pittura di Stefano Mussini dà forma a ogni emozione, ed è capace di indagare le pieghe più segrete dell’animo umano, attraverso la padronanza di una tecnica maturata nell’isolamento di una dimensione altra oltre quella reale.


Vittorio Sgarbi

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